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Pennellata fluida e sintetica, con tratti di abile sicurezza esecutiva, che ritrae nel personaggio di Giambattista Bodoni, celebre incisore, tipografo e stampatore parmense, l’epitome suprema dell’immagine essenziale dell’intellettuale.

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Andrea Appiani (Milano 1754 – 1817)

Giambattista Bodoni, 1799

Olio su tela, cm 60,3 x 51,2

Provenienza: Parma, Accademia di Belle Arti, dono di Margherita dell’Aglio nel 1841

Inventario N. 341

Sfondo compatto dove è inquadrato a mezzo busto Giambattista Bodoni,  incorniciato da un’aura di prestigio e   di nobiltà, che viene connotata in particolare nei lineamenti del viso, nelle sopracciglia aggrottate, nelle labbra carnose e nello sguardo deciso e volitivo prodotto dai suoi occhi grandi.

Andrea Appiani, uno dei maggiori rappresentanti in Italia del gusto neoclassico, con un linguaggio personale e autonomo,realizza diverse opere pittoriche e scultoree sull’immagine del caro amico stampatore Bodoni. L’artista conobbe Bodoni nel 1789 a Milano ed iniziò il dipinto dell’amico nel 1795, dopo essersi recato con la famiglia a Parma. L’opera, finita quattro anni dopo, ottenne da subito una grande risonanza, diventando l’effigie ufficiale di Bodoni.

CURIOSITA’

Il dipinto di Appiani è stato esposto nel percorso della grande mostra “Bodoni, Principe dei Tipografi nell’Europa dei Lumi e di Napoleone”, tenutasi in occasione del bicentenario della morte dal 5 ottobre 2013 al 12 gennaio 2014 negli spazi monumentali della Biblioteca Palatina, del Teatro Farnese e della Galleria Nazionale all’interno del Palazzo della Pilotta.