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Un’alone di mistero circonda la figura della dama in questo dipinto: splendida immagine di bellezza femminile il ritratto rappresenta una giovane donna aristocratica del Cinquecento dall’identità sconosciuta, la cui espressione maliziosa e sensuale ha reso ancora più criptico ed incomprensibile ogni tipo di interpretazione.   Si tratta di una delle opere più famose di Parmigianino, che a partire dal Settecento fu detta  La schiava turca.

 

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Francesco Mazzola detto il Parmigianino (Parma 1503 – Casalmaggiore – CR – 1540)

Ritratto di giovane donna detto La schiava turca, 1532

Olio su tavola, cm 68 x 53

Provenienza: collezione del cardinale Leopoldo de’ Medici

Inventario N. 1147

 

Nel  ritratto, raffinata icona del manierismo europeo,  la figura femminile  coinvolge lo sguardo dello spettatore grazie all’immagine di un’armonica espressione umana, evocata da elusivi occhi cristallini dalla forma allungata, incorniciati in un volto perfettamente ovale. La dama possiede un delicato incarnato di porcellana, valorizzato dall’artista attraverso l’immagine di un abbigliamento elegante: la figura indossa un abito di tessuto blu, dalle ampie maniche sbuffanti con intagli sul braccio intrecciati da una catenella dorata ed una camicia in teletta di seta, con polsini plissettati bordati con ricami.

La sicura consapevolezza di sé della donna, espressa da un atteggiamento che mira a sfumare i confini tra realtà interna ed esterna, risulta completata esteticamente dal ventaglio di struzzo, tipico delle spose veneziane e dal copricapo, che mostra incastonato al centro un prezioso cammeo raffigurante un Pegaso – il mitico cavallo alato- simbolo poetico che potrebbe suggerire l’emblema araldico della casata di provenienza della dama.

L’opera è stata collocata verso il 1532, anno in cui il Parmigianino studia a Parma la decorazione per la chiesa di Santa Maria della Steccata. Ricordata successivamente nel 1675 tra i beni della collezione del cardinale Leopoldo de’ Medici, verrà ceduta nel XVIII secolo agli Uffizi e nel 1928, tramite una permuta, alla Galleria Nazionale di Parma.

Il Parmigianino, il cui nome originale è Francesco Mazzola, è una delle figure più originali della corrente manierista italiana e il principale esponente della pittura emiliana in generale. Nato nella città di Parma, questo artista schivo ed ombroso, formandosi sotto l’influsso del Correggio e a diretto contatto con gli allievi di Raffaello e della scuola di Michelangelo, riesce a tradurre in termini nuovi i moduli stilistici rinascimentali, suscitando una profonda influenza anche sull’arte francese del Cinquecento.

TITOLO

Il titolo di La schiava turca fu dato nel Settecento per il riferimento esotico del copricapo a forma di turbante. In realtà si tratta di un tipo di acconciatura a rete di fili d’oro intrecciati, nota come il balzo, una moda introdotta dalla marchese di Mantova Isabella d’Este e molto in voga presso le nobildonne italiane fino al 1530, come si vede in diversi ritratti dell’epoca.

RESTAURO

Nel 1964 il dipinto è stato oggetto di un importante lavoro di restauro, che ne ha permesso il recupero della leggibilità figurativa  e del colore originale dello sfondo. Le analisi eseguite sulla preparazione iniziale della tavola hanno evidenziato una curiosità, che consiste nella presenza di due fossette, in corrispondenza delle pupille del volto, procurate tramite uno strumento a punta tonda e larga, che il Parmigianino ha usato volutamente per accentuare l’intensità dello sguardo ammiccante della donna.